IM, the blog! / Cinema Italia. Film in programma sala A e B

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Un posto al sole (1951) di George Stevens. Con Montgomery Clift, Elizabeth Taylor, Shelley Winters.

Dopo lo scandalo e lo scandalismo della Regione Lazio, la pornografia etica e fiscale di giornali e moralisti, l’inseguimento sulle strade della California e della Ciociaria dei vari Fiorito e Maruccio e dopo esserci in parte sfogati in quel Piazzale Loreto che ci riserviamo sempre, cosa accade nelle stanze di una Regione, che fanno, che pensano consiglieri, assessori, adepti? No, perché potrebbe iniziare un curioso ‘calciomercato’ tra partito e partito, tra lista e lista, cambi di partner in corso di danza, ristrutturazioni e riverniciature d’interni.

Consiglio: fate la conta dei personaggi, guardatene i movimenti, notate dove son partiti e dove vorranno arrivare.

Incompreso (1966) di Luigi Comencini. Con Anthony Quayle.

No, non è nostalgia, non è il solito revival dei Cinquanta. Ma lavorando su alcuni documenti d’archivio proprio di quegli anni, si notava come da piccoli e piccolissimi centri partivano lettere di privati cittadini indirizzati direttamente al vice Presidente del Consiglio Giulio Andreotti o al Presidente della Repubblica Luigi Einaudi per chiedere loro la soluzione di problemi piccoli, grandi, quotidiani. E questi, spesso rispondevano e risolvevano (!) Così, semplicemente. Si chiama volontà politica di ripresa, visione e progetto. Una sorta di democrazia diretta che adesso viene abbattuta appena si alza in volo anche e soprattutto dall’assessore all’essenza di armadio di una provincia qualsiasi.

Esempio: presentate un progetto già rodato, che comprenda un piano delle spese ragionevole, che sia utile in termini di sviluppo e valorizzazione dei luoghi e che consenta a giovani di fare esperienza lavorando. Sicuramente l’assessore all’essenza di tarlo (dell’armadio) non lo capirà affatto. Ma esageriamo e diamogli una chance: nella migliore delle ipotesi, uno, si inventerà lì per lì norme e procedure burocratiche inesistenti per dirti che è impossibile farlo; due, ti scruterà per tutto il tempo cercando di capire quanto è ‘grande’ il tuo padrino; tre, non ti riceverà proprio (!)

Ne deduci, alla fine, che la devolution ha creato tanti piccoli potentati di stampo medievale che continuano a fare di questo il Paese del ‘non si può fare’.

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