IM, the blog! / La scoperta dell’acqua bollente (e della rana)

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Se mettete una rana in una pentola di acqua bollente, essa cercherà immediatamente di saltare fuori. Ma se la mettete in acqua a temperatura ambiente e non la spaventate, se ne resterà ferma. Ora, se la pentola è su una fonte di calore, e se aumentate gradualmente la temperatura, succede qualcosa di molto interessante. All’aumento della temperatura da 21 a 27 gradi la rana non farà nulla. Anzi essa dimostrerà in tutti i modi di godersela. Con il graduale aumento della temperatura, la rana diventerà sempre più malferma, finché non sarà più in grado di saltare fuori dalla pentola. Perché? Perché l’apparato interno della rana che percepisce le minacce alla sopravvivenza è orientato a reagire a cambiamenti improvvisi, nel suo ambiente, e non a lenti e graduali. [Peter Senge – The Fifth Discipline].

Aggiungiamo noi che la rana non è in grado di concettualizzare previsioni sui cambiamenti del proprio ambiente, mentre l’uomo sì. Forse anche troppo. Questa capacità, tuttavia, non basta a evitare di finire bolliti in situazioni di cambiamento progressivo, anzi a volte accelera il processo.

Gli italiani sanno da tempo che l’acqua si sta scaldando a causa di un incendio chiamato debito pubblico. E si interrogano su cause e rimedi. Il governo tecnico imposto dagli organismi internazionali li ha convinti che la soluzione immediata risieda in una politica di austerità con tagli alla spesa pubblica e aumento di tasse, in attesa di riforme strutturali che risanino il sistema Paese.

In un sistema economico e monetario interrelato qual è l’Europa, e in regime di cambi monetari rigidi, un Paese meno efficiente (dove ossia il lavoro dei suoi cittadini produce, a parità di sforzo, minor valore di beni e servizi) tenderà a vedersi peggiorare il saldo import/export. Questa situazione di instabilità induce lo Stato ad avere un bisogno sempre maggiore di capitali, con relativo aumento del debito pubblico e dei relativi interessi.

Il riequilibrio può ristabilirsi in due modi:

1. o con una svalutazione della moneta che aumenta la competitività delle merci, come fu fatto ad esempio nel 1992;

2. oppure con una riduzione dei salari e del reddito disponibile per i cittadini.

Non potendo più variare il tasso di cambio (non ci sono più tante monete diverse tra loro da cambiare), il Governo ha scelto questa seconda via.  Riduzione della spesa pubblica, mancata rivalutazione delle pensioni e  aumento delle tasse. Il tutto con la promessa della sventata catastrofe o, per meglio dire, sotto minaccia della stessa.

Il conseguente calo del reddito disponibile e dei consumi tuttavia peggiora la situazione delle aziende e delle banche che vedono aumentare gli insoluti di privati e imprese (se vi hanno detto che il debito privato italiano è basso aspettate e presto sarete smentiti). Il dissesto del sistema bancario può essere scongiurato a sua volta solo con un intervento statale e pertanto nuovo aumento di debito.

Gli investitori finanziari – che sono famelici, ma non stupidi – lo sanno e dicono: ‘grazie per aver pagato puntuali la rata degli interessi, ma per farlo avete dissanguato i vostri cittadini e minato il sistema economico, pertanto il rischio del vostro Paese aumenta e noi abbiamo minore fiducia’.

Gli Italiani sono come rane convinte a usare un po’ di acqua nella pentola per spegnere il fuoco che la scalda. Ma questo è troppo forte e, una volta ravvivatosi, l’aumento della temperatura è esponenziale, visto che l’acqua da scaldare è minore. Presto le rane italiane saranno così tramortite da non potersi più muovere, costrette ad accettare qualunque condizione pur di evitare la bollitura.

Esempio ‘scioperi’, strumento abusato talvolta: registrano sempre minore partecipazione, poiché sciopera ‘solo chi se lo può permettere’.

Le soluzioni tuttavia esistono, ma queste faranno parte di nuove puntate.

[Max Giorgi]

One comment

  1. Caro Max, vorrei intervenire per dire la mia su due affermazioni del tuo post e contribuire ad ampliare il discorso, comincio con la tua affermazione secondo la quale (ho una visione molto vicina alla tua e, capisco la necessità di semplificare ma in questo caso, secondo me si rafforzerebbe l’informazione, falsa, di stato), la crisi dipende dal “debito pubblico”:

    intanto se la nostra crisi dipendesse solo dal “debito pubblico” il Giappone sarebbe finito (250% ), mentre il nostro debito pubblico è lo stesso del 1995 (120%), quello della Spagna (69,3%) è più basso persino di quello della Francia la “virtuosa” (86%) e della germania (80,5%), se invece prendiamo come parametro il “debito statale generale”, quello dell’italia è legggermente più basso di quello della germania (in miliardi di €: italia=1.906 germania=2.088 grecia=355 spagna=736 francia=1,717 portogallo=184).
    (le cifre sono relative al 2011, ovviamente)

    Per quanto riguarda invece le scelte del governo per combattere la crisi, credo più che scelte del governo siano state scelte imposteci dall’europa (e questo la dice lunga su tutta l’operazione euro/europa e su un eventuale, spero improbabile, governo europeo, perché sarebbe per forza un governo “non democratico”), la scelta poteva essere tra difendere lo strapotere dei paesi forti, quelli del “centro” eurozona a svantaggio di quelli “periferici” (ciò che è accaduto) o, quella di cercare di equilibrare le economie dei singoli paesi in un’ottica di un’europa unita (meccanismi di solidarietà e di riequilibrio delle economie, keynes riadattato) ma, il fallimento dell’europa in buona parte sta proprio qui, l’europa è un progetto troppo lungo e complicato (l’esperimento è vecchio, ricordi lo SME di fine anni ’70? Ma allora fu il PCI che frenò le velleità speculative dei paesi forti, rappresentati dalla DC) per forzarne la nascita in un modo così approssimativo, si è sempre partiti soltanto dalla moneta unica tralasciando l’integrazione culturale, della lingua, della legislazione, del lavoro, insomma un’unione di stati deve seguire determinate tappe, se invece s’impone la sola moneta unica condita di tanta ideologia, allora l’operazione è speculativa, ma la trappola è scattata ed è stata ben progettata, e, ciliegina sulla torta, i politici si prestano (pur di mantenere i privilegi) di addossarsi tutte le responsabilità mentre sanno benissimo che hanno un margine decisionale sull’economia paria zero.
    Se qualcuno non riuscirà a convincermi su almeno un aspetto positivo di questa loro scelta, rimarrò convinto che sono dei criminali e traditori della costituzione e del popolo italiano.
    Di fronte alle mistificazioni e alle bugie sfacciate di politici, informazione e “tecnici”, bisogna dire chiaro, secondo me, che il primo motivo della crisi è proprio il fatto che la moneta unica ha unito delle economie molto diverse tra di loro ma imponendo regole rigide (ancora più di quelle del fallimento dello SME del ’78) e, in questo modo le economie più forti, come è appunto quella della Germania, hanno finito per schiacciare quelle più deboli e, che le soluzioni che hanno imposto a tutta europa, sono finalizzate alla salvaguardia lei loro interessi.
    Perché mai ai tempi dello SME il PCI cercò di limitare i danni di quel progetto, tutelando l’Italia dall’inevitabile “svalutazione dei salari” e dai tagli alla spesa pubblica, come dici nel tuo post, e oggi il maggior partito di sinistra è, invece, quello che più degli altri difende questo progetto europeo?
    Nessuno si chiede “se non abbiamo più la sovranità, di cosa può decidere un governo”?
    Il discorso è lungo e articolato, ma è importante e il tuo post, che esordisce con il suggestivo esempio della rana, è interessante e molto utile.
    Ho la mia idea sulle possibili soluzioni e penso siano simili o identiche alle tue, ma aspetterò le prossime puntate per scoprirlo.

    PS: non si sciopera più anche per altri motivi…

    Ciao

    * (informazione che puoi trovare qui: http://www.google.it/publicdata/explore?ds=ds22a34krhq5p_&met_y=gd_pc_gdp&idim=country:fr&dl=it&hl=it&q=francia+debito+pubblico#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=gd_mio_eur&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country_group&idim=country:fr:it:de:at:el:pt:es:be&ifdim=country_group&hl=it&dl=it&ind=false ).

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