PortaporTales / M.F. Writtenby, Il grande post [Chapter 3]

Ci avevano invecchiati, e si iniziava così, ogni giornata, con un’email accuratamente posta in una bottiglia immaginaria, che sarebbe stata poi poggiata, lenta, sulla superficie dell’acqua di quei giorni uno uguale all’altro:

15 Marzo 2020, 7.40

Da: Libera professione

A: Undisclosed-Recipients

Oggetto: Diario da una quarantena

Buongiorno cara, come vai, e come procedono le tue giornate?

Volevo solamente lasciarti una personalissima riflessione, e cioè che, al di là di responsabilità politiche e cosiddette tendenze sociali oramai in uso, posso rivelarti – e spero che non mi consideri né cinico, né presuntuoso per questo – che io, tal virus, l’ho già attraversato cinque o sei anni fa, e per cinque, sei anni l’ho conservato – ahimé – con molta cura. Esattamente nella sua fase economico-politica, quella volontaria, quella ‘umana’, sì.

16 Marzo 2020, 6.50

Da: Libera professione

A: Undisclosed-Recipients

Oggetto: Diario da una quarantena

Buongiorno caro, come stai, e come vanno le tue giornate?

Solo per una personalissima riflessione, in fondo, ti raggiungo; e ovvero che, al di là di responsabilità varie, posso rivelarti – no, non sono un cinico, non sono un presuntuoso, come sai – che noi, il virus, lo attraversammo già cinque o sei anni fa, e per tutti i cinque, sei anni ivi contenuti. E nella sua fase iniziale, nella sua fase economica e politica, quella voluta, quella che un tempo potevamo definire ‘umana’ – e così via.

La lunga, infinita ribattuta lo arrese a un’evidenza ancora più grande, allora, e veniva così a constatare come – in quei tempi, in quel luogo – sarebbe stato ineluttabile riiniziare, ancora una volta, tutto dal principio. E quando già il fiato era stato oramai tutto investito in mille e mille corse, e le energie in mille e mille riparazioni.

L’idea lo colse in quell’isolamento forzoso e riflessivo, certo – ché così si consigliava di agire in quelle settimane di coprifuoco: riflettere, per non far cadere su di sé l’inutile -, ma Libera professione aveva già messo a fuoco simile prospettiva anni e anni prima, tanto da non saper più distinguere se si trattasse di un’angolazione del suo carattere, di un destino o davvero di una storia diffusa e condizionante. Ma ora finalmente si potevano leggere controluce, alla sorgente, non la battuta, i paradossi, le nascenti solitudini in quei messaggi di ogni giorno uguale all’altro, ma le acque più profonde, le eleganti reticenze, quei treni sempre in partenza verso il come, solo il come:

15 Marzo 2020, 7.40

Da: Libera professione

A: Undisclosed-Recipients

Oggetto: Diario da una quarantena

Molte, molte cose aveva visto e molte in definitiva vissute, e in quelle molte, molte cose non aveva mai potuto assaporare i risultati di nessuna. Da un lato, continuamente giovane perché continuamente nuovo in ogni ambito lavorativo in cui si adoperasse; da un lato, sempre al limite del patetismo, laddove avesse provato a dimostrare le molte, molte cose realizzate; da un lato…

16 Marzo 2020, 6.50

Da: Libera professione

A: Undisclosed-Recipients

Oggetto: Diario da una quarantena

Molte, molte cose aveva visto e molte in definitiva vissute, e in quelle molte, molte cose non aveva mai potuto assaporare i risultati di nessuna. Da un lato, continuamente giovane perché continuamente nuovo in ogni ambito lavorativo in cui si cimentasse; da un lato, sempre al limite del patetismo, laddove avesse provato a dimostrare le molte, molte cose realizzate; da un lato… – senza mai arrivare a definire l’altro, dunque; e così via.

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